L'intervista di Giovanna Frongia

SdS, aprile 2022

Dario Masala

Swim'n'Swing®: il nuoto è ritmo
L’acqua avvolge braccia, gambe, testa,
dando un senso di pace e protezione;
allontana le preoccupazioni e i rumori del mondo che si impongono, travolgono comandano.
Un tuffo e tutto scompare: il mondo è messo fra parentesi fino al prossimo respiro.
 (Carlo Barbero, L’arte di nuotare. Meditazioni sul nuoto, p.11)
Sono il ritmo e il suono a scandire le nuotate degli atleti con disabilità, degli appassionati e dei professionisti del nuoto nel progetto denominato Swim'n'Swing®, realizzato da EndasForm Sardegna Onlus e finanziato della Regione Sardegna in base ad un emendamento alla Legge Finanziaria 2020.

Un’innovativa metodologia sperimentale di allenamento ideata e registrata da Dario Masala che unisce la sua competenza come musicista e musicoterapista con l’esperienza di istruttore FIN e FNP (Federazione Italiana Nuoto Paraolimpico). 

Il metodo integra la biomeccanica classica con la musica e si avvale di un team di professionisti in discipline differenti che vanta anche collaborazioni eccellenti con noti artisti italiani e con esponenti del nuoto nazionale e internazionale.

Il presupposto è l’unicità dell’essere umano, infatti i brani vengono composti sulla nuotata di quella particolare persona, dopo un attento studio dei suoi movimenti anche attraverso l’ausilio di grafici biomeccanici, per essere poi registrati e suonati live a bordo vasca. È stato lo stesso Filippo Magnini, due volte campione del mondo nei 100 metri stile libero, ad affermare, ospite a un evento del progetto che si è svolto a Sassari, che spesso gli errori dei nuotatori riguardano la frequenza.
Curioso ed 
emozionato ha nuotato per la prima volta pensando alla musica composta a partire dall’analisi dei suoi schemi motori e dalla misurazione dei suoi gesti, suonata dal vivo per l’occasione da Massimo Moriconi, bassista di Chet Baker e Mina e di Max Rosati, chitarrista di Fiorella Mannoia. 

Insieme a questi grandi artisti la Swim’n’Swing Band ha suonato le melodie appositamente create per il campione del mondo e per gli atleti disabili dello sport paraolimpico.
I generi musicali che meglio richiamano il movimento fluido e oscillante com’è il fluttuare dei nuotatori nell’acqua sono lo swing, il funk e il jazz. La musica suonata a bordo vasca dalla batteria, dal basso e dalle percussioni, restituisce in melodia e ritmo ciò che in silenzio è già presente in un corpo
che nuota. Quindi ciò che accade sopra ritmicamente è identico a ciò che avviene sott’acqua, che non si sente, se non nella memoria del gesto. Tramite le jam session, infatti, gli atleti con e senza disabilità si esercitano insieme per poi entrare in acqua per nuotare ciò che hanno suonato e memorizzato, perché questo è prima di tutto un progetto di inclusione e integrazione dove tutti si incontrano grazie all’acqua e all’arte. 
L’analisi permette anche di poter ascoltare musicalmente i difetti di una nuotata. In questo modo la musica e il ritmo accompagnano tutti gli atleti, paraolimpici e non, agonisti e dilettanti, verso l’ottimizzazione dei movimenti e il miglioramento delle loro performance, per mezzo di allenamenti adattati alle loro esigenze specifiche.
Una metodologia che trova molte analogie nelle esperienze teoriche e pratiche della medicina narrativa, le quali mirano a recuperare la soggettività del paziente nel percorso del “prendersi cura” attraverso lo sviluppo di una terapia personalizzata “cucita su misura”, come un abito sartoriale. In questo progetto sono il corpo e i gesti, scanditi in ritmi e suoni, a narrare la propria storia, riscritti sapientemente da Dario Masala in un linguaggio universale com’è quello della musica e dell’arte in genere. Risulta interessante notare che l’idea della musica come terapia non è nuova e trova in Pitagora, non a caso filosofo e matematico, un suo illustre precursore, come ci racconta il suo biografo Giamblico di Calcide ne La vita pitagorica: 
Egli [ Pitagora ] era dell'opinione che anche la musica fornisse un notevole contributo alla salute, qualora a essa ci si dedicasse nel modo confacente. In effetti la considerava un mezzo tutt'altro che secondario di procurare la“catarsi”. Era questo il nome che dava alla cura operata per il tramite della musica.  A primavera eseguiva questo esercizio musicale: faceva sedere in mezzo un liricine, mentre tutt'intorno sedevano i cantori
e così, al suono della lira, cantavano insieme dei peani che ritenevano procurassero loro gioia, armonia e ordine interiore. Ma anche in altri periodi dell'anno i pitagorici si servivano della musica come mezzo di cura.
C'erano determinate melodie, composte per le passioni dell'anima- gli stati di scoraggiamento e di depressione- che pensavano fossero di grandissimo giovamento. Altre erano per l'ira e l'eccitazione e ogni altra consimile perturbazione dell'animo».

Un sogno avverato e un progetto importante quello di Dario Masala e del suo team che continua ad arricchirsi di nuove collaborazioni e di interessanti sviluppi futuri, in un connubio di nuoto e musicoterapia che mira alla spontanea inclusione e alla “libertà di essere” di individui che si ritrovano insieme in vista di un obiettivo comune.

Ma anche un luogo di incontro fra differenti scienze, tecniche e arti che pur mantenendo ciascuna la propria specializzazione, rinunciano alla rigidità in favore di confini più sfumati per ritrovarsi in quella zona di frontiera che difficilmente può essere incasellata in categorie predefinite e che riguarda la singolarità e l’irripetibilità dell’essere umano.


Per informazioni:

https://www.swimnswing.it

https://www.facebook.com/SwimnSwing