La Morte, per chi resta

16.04.2023
Affidare il proprio benessere a chi possa gestirlo con cura e competenza sarebbe il modo migliore per liberarsi di una responsabilità personale che dà alla nostra vita uno sfondo di oscurità.L'idea fallace di demandare a centri specializzati il compito di renderci performanti nella forma fisica e psichica, infatti, è sempre più spesso una volontà senza condizioni né limiti alla sua realizzazione.
E se il benessere della persona può essere declinato in mille forme e significati, è anche vero che in altrettante forme e significati sono venute a crearsi nel mercato del lavoro, più o meno regolamentate, figure professionali che colgono opportunità di business in quella moltitudine di forme e segnificati dello "star bene": il "dominio" delle motivazioni, da cui dipendono le gratificazioni psicofisiche di ognuno di noi, è talmente ampio da prestarsi ad operazioni infinite di business, da parte di chiunque.
Resta però uno sfondo di oscurità alla base della vita di ogni persona, legato alla condizione di imprevedibilità che governa la nostra esistenza, e non c'è fitness, mindfulness e coaching, che possa azzerarla, a meno della libertà di fingere ciò che non è, in pratica, tutto.
In molti MBA (master in gestione di business) si apprende a ridurre i margini di rischio insiti in un contesto operativo per poter investire in senso finanziario e realizzare attività economiche, fermo restando il principio per il quale il baricentro delle responsabilità di chi intraprende un percorso progettuale si sposta dal dominio personale a quello pubblico, in forma di condivisione: tenere una responsabilità fra mani diverse, sentire insieme la tensione di quel che si fa.
Fatti salvi gli addetti all'eremitaggio, si vive di tensioni condivise, quelle che ci tirano sempre un po' più oltre noi stessi, comportando espansione del dominio personale ma in continua interferenza con quello occupato dagli altri.
Se tutto ciò non avvenisse, resteremmo inespansi, senza rischi né dolori.

La morte, per chi resta, è un dolore che traccia una nuova espansione di coscienza.

Domenico Renna per Società dei Sogni